Viaggiare con l’epilessia: 5 cose che mi hanno salvata (e 2 errori che non rifarei mai)

empty highway overlooking mountain under dark skies

Viaggiare con l’epilessia: 5 cose che mi hanno salvata (e 2 errori che non rifarei mai)

Viaggiare è uno dei grandi amori della mia vita. Ma ammetto che con l’epilessia, all’inizio, mi sembrava quasi impossibile. Oggi invece viaggio spesso, anche all’estero. In questo articolo ti racconto cosa mi ha aiutata davvero… e anche gli errori che non ripeterei.

Le 5 cose che mi hanno salvata:

  1. Una routine adattata, ma costante: anche in viaggio, cerco di mantenere ritmi simili. Dormire bene resta la mia priorità.
  2. Checklist pre-partenza: farmaci, ricette, copia della diagnosi in inglese, contatti d’emergenza. Ho una lista salvata nelle note del telefono.
  3. Assicurazione sanitaria ad hoc: sempre. Anche per viaggi brevi. Io uso Columbus.
  4. Pianificare con flessibilità: scelgo destinazioni e attività adatte ai miei ritmi. Non mi riempio le giornate: preferisco fare meno, ma meglio.
  5. Informare chi viaggia con me: sapere che chi è con me sa cosa fare in caso di crisi mi fa sentire più libera, ovviamente non viaggio mai da sola.

E gli errori?

  1. Partire senza scorta extra di farmaci. Una volta ho dovuto cercare una farmacia di notte in un paese straniero e con una ricetta in italiano. Mai più.
  2. Non spiegare ai miei compagni di viaggio cosa aspettarsi. Evitabile, e anche un po’ ingiusto per loro.

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