Epilessia e caldo: dormire poco, fare tardi, cambiare ritmi, come non farmi fregare dall’estate (e dalle crisi)
Epilessia e caldo. L’estate è bella, sì. Ma è anche fatta di serate lunghe, cene fuori, viaggi improvvisati. E a volte, questi cambi di ritmo sono esattamente ciò che mette alla prova chi vive con l’epilessia.
Io per anni ho fatto finta di nulla, poi ho capito una cosa: posso vivere tutto… se imparo a farlo a modo mio con la mia malattia.
1. Dormire resta sacro
Lo so, è noioso. Ma se vado a letto alle 2, mi sveglio alle 10. La privazione di sonno è uno dei miei trigger principali, e proteggerlo è un atto d’amore verso me stessa.
2. Ascoltare il mio corpo
Ho imparato a dire di no. O meglio: a dire “vengo, ma poi torno presto”. I miei veri amici capiscono. E se non capiscono… forse non sono veri amici.
3. Ritmo non vuol dire rinuncia
Non ho rinunciato all’estate, ho solo trovato un equilibrio. Preparo in anticipo, scelgo dove posso ricaricarmi, evito troppe attività in un giorno solo. Così mi godo tutto, senza paura.
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